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Nasce il CNCPO

 

 

Nasce il ‘Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete’: deve monitorare il web e compilare la “black list” con i siti da oscurare


«Il diritto alla privacy deve cedere davanti al reato di pedofilia», lo ha detto Amato alla cerimonia di inaugurazione con il capo della Polizia Manganelli

«Uno dei più gravi reati che un essere umano possa commettere». E’ la pedopornografia secondo il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Di fronte ad essa, ha detto intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del ‘Centro internazionale per il contrasto alla pedopornografia on line (Cncpo)’, «non c'è un diritto individuale come la privacy, pur sacro, che possa contrapporsi alla necessità di raggiungere i responsabili».

La cerimonia si è celebrata questo pomeriggio a Roma, presso il Polo “Tuscolano” della Polizia di Stato. Oltre al sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi, al capo della Polizia Antonio Manganelli e al direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, Domenico Vulpiani, hanno partecipato il Vice presidente della Commissione Ue, Franco Frattini, il segretario generale dell'Interpool, Ronald Kenneth Noble, il ministro per Politiche della famiglia, Rosy Bindi, il Procuratore antimafia, Piero Grasso.

«C'è un livello di abiezione nella pedopornografia – ha osservato il ministro dell’Interno nel suo intervento - che è davvero intollerabile». «I diritti individuali garantiti dalla Costituzione - ha detto - non possono essere usati come alibi per coprire crimini nefasti come la pedopornografia: la privacy del mio conto e della mia carta di credito deve cedere all'accertamento delle mie responsabilità quando ne faccio uso per un commercio biblicamente inaudito come questo».
La tecnologia, inoltre, ha osservato Amato, ha «trasformato in globale una tremenda miseria individuale».
Sempre la tecnologia, però, può essere impiegata dalle Forze dell’Ordine proprio per combatte il fenomeno, ed è proprio di questo che si occupa il Centro della Polizia di Stato.
Poiché, ha dichiarato il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, «le pulsioni perverse si intrecciano con grossi interessi economici di soggetti a volte organizzati in reti planetarie, la portata e la gravità del fenomeno ci dicono che dobbiamo fare ancora di più, creando sinergie».
Il Centro è lo strumento in grado di assicurare la necessaria collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella lotta. La struttura investigativa, infatti, collaborerà costantemente con l'Interpol, al quale aderiscono 186 Paesi.
«Costituisce un fiore all'occhiello per l'Italia - ha dichiarato anche il Vice presidente Ue Frattini - perchè si inserisce al centro di una strategia europea che è una priorità per la stessa Commissione».

L’attività della Polizia postale e delle comunicazioni contro la pedopornografia

Dal '98 ad oggi, in dieci anni di lotta al fenomeno, sono state denunciate oltre 4000 persone e compiuti 201 arresti.
Inoltre, gli agenti della Polizia hanno:

-effettuato 3949 perquisizioni
-monitorato oltre 270 mila siti
-chiuso 177 siti pedopornografici in Italia
-segnalato 10.857 siti pedopornografici ad organismi esteri, che l'Italia non ha potuto chiudere perchè non sotto la propria giurisdizione.