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Un mondo a misura di bambino

 

Un mondo a misura di bambino....


La Sessione speciale delle Nazioni Unite sull’infanzia, tenutasi a New York nel maggio del 2002, ha riunito i Capi di Stato e di governo, le associazioni che operano per i diritti dell’infanzia e gli esponenti della società civile, che insieme ai rappresentanti dei ragazzi di ogni nazione hanno fissato un traguardo ambizioso: porre le fondamenta, nel corso del prossimo decennio, di un mondo che rispetti, tuteli e promuova i diritti dei bambini, un mondo che sia a misura di bambino.
Dopo lunghe discussioni, è stato approvato all’unanimità il documento finale: “Un mondo a misura di bambino”, un vero e proprio piano d’azione per il prossimo decennio a favore dei bambini del mondo; gli obiettivi prioritari sono: migliorare la salute dei bambini, garantire a tutti un’istruzione di qualità, proteggere i bambini dallo sfruttamento, dalla violenza e dagli abusi, combattere la diffusione dell’HIV/AIDS. A New York è stata lanciata una sfida: creare un mondo che rispetti, tuteli e difenda i diritti dei bambini, un mondo costruito a misura di bambino. E un mondo a misura di bambino è anche un mondo migliore per tutti, giovani e adulti

 

 

CHE COSA E’ LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA?

 

La Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989. La Convenzione non si limita a una dichiarazione di principi generali, ma, se ratificata, rappresenta un vero e proprio vincolo giuridico per gli Stati contraenti, che devono uniformare le norme legislative e le prassi operative a quanto previsto dalla Convenzione, per far sì che i diritti in essa proclamati siano resi effettivi. La Convenzione sui diritti dell'infanzia, ratificata da tutti i paesi del mondo (tra i quali l'Italia), a eccezione degli Stati Uniti e della Somalia, ha determinato un profondo cambiamento nell'atteggiamento del mondo verso l'infanzia: il paese che la ratifica è obbligato per legge ad attuare tutti i provvedimenti necessari per assistere i genitori e le istituzioni nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti dell'infanzia, così come in essa stabiliti.
La Convenzione, integrata con la recente adozione di due Protocolli opzionali sulla tutela dei minori nei conflitti armati e sulla vendita dei bambini, la prostituzione e la pornografia infantili, rappresenta un quadro di riferimento organico per tutte le iniziative a difesa dei diritti dei bambini. Con la sua entrata in vigore, a un'impostazione incentrata sui bisogni essenziali dei bambini si è unito il riconoscimento che bambini e adolescenti hanno dei diritti, esattamente come gli adulti, diritti civili e politici, sociali, culturali ed economici. Le Nazioni Unite, nel 1989, approvando questa vera e propria "legge" internazionale a difesa dei bambini, hanno affidato all'UNICEF il compito di garantirne e promuoverne l'effettiva applicazione negli Stati che l'hanno ratificata, con un mandato esplicito contenuto nell'art 45. Per passare dalle parole ai fatti, dalle promesse dei governi che firmavano la Convenzione alle azioni concrete a difesa dell'infanzia, serviva l'esperienza decennale dell'UNICEF, che oggi, accanto ai fondamentali diritti "materiali" dei bambini - cibo, acqua, salute - ha un impegno sempre più vasto: quello di difendere ovunque e in tutte le situazioni i bambini, di lottare per il loro diritto di vivere, di aiutare le famiglie, le comunità locali, i governi a rispettare i diritti dell'infanzia: che si tratti di impedire lo sfruttamento sessuale dei minori o di aiutare le vittime delle guerre, di prevenire il lavoro minorile o di garantire alle bambine il diritto all'istruzione, di lottare contro pregiudizi e razzismi o di restituire ai bambini dei paesi industrializzati il diritto al gioco e alla gioia di vivere.

 

"In questi tredici anni molti passi avanti sono stati fatti - sottolinea il Presidente dell’UNICEF-Italia Giovanni Micali - ma grande è il compito che ci attende per garantire a tutti i bambini del mondo uguali diritti." Riassumendo la situazione mondiale, l'UNICEF sottolinea in particolare alcune aree problematiche.
Articoli 6 e 24 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: garantire a ogni bambino - sin dalla nascita - la sopravvivenza, lo sviluppo e le cure necessarie è un obbligo preciso di tutti gli Stati del mondo. E le nazioni ricche possono e debbono contribuire a garantire questi diritti là dove mancano le risorse per farlo. "Ma ancora oggi nel mondo - sottolinea Micali – ogni anno 11 milioni di bambini muoiono prima di aver compiuto 5 anni e altri milioni restano invalidi, per malattie che si possono prevenire con le vaccinazioni: poliomielite, morbillo, tetano, difterite, pertosse, tubercolosi. Eppure le vaccinazioni contro queste sei malattie killer costano solo 20 euro per ogni bambino…”.
Articolo 27 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: tutti i bambini hanno diritto a un'adeguata nutrizione e al livello di vita necessario per un sano sviluppo.
"Ma un terzo dei bambini africani, e oltre la metà di quelli dell'Asia meridionale, risulta sottopeso; cioè denutrito. Molti di questi bambini - anche se sopravviveranno - resteranno segnati, nel corpo o nella mente, dalla mancanza di alimenti adeguati nella prima infanzia".
Articoli 5 e 9 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: ogni bambino ha diritto all'amore, a una casa e a una famiglia. Ma nel mondo, ricorda Micali "ci sono oltre 13 milioni di bambini resi orfani dall'AIDS, che ha ucciso i loro genitori e li ha lasciati senza risorse per vivere".
Articoli 28 e 29 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: tutti i bambini hanno diritto all'istruzione. "Ma è un diritto negato per un bambino su quattro, nel mondo. 120 milioni di bambini (il 60% femmine), nei paesi in via di sviluppo, non hanno mai messo piede a scuola, e altri 20 milioni la abbandonano dopo uno o due anni”.
Articolo 32 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: gli Stati hanno il dovere di proteggere i bambini da ogni forma di sfruttamento. E i bambini debbono essere tutelati dai lavori pericolosi per la salute, per l'istruzione e per lo sviluppo. "Ma 211 milioni di bambini lavorano: in Asia, Africa, America latina, Europa. Alcuni lavorano anche 12 ore al giorno, in condizioni ambientali nocive e pericolose; un milione ogni anno cade vittima dello sfruttamento sessuale".
Articoli 22 e 38 della Convenzione sui diritti dell'infanzia: i bambini hanno diritto a una speciale protezione nelle situazioni di guerra e conflitto. "Ma dal 1945 a oggi, in mezzo secolo di cosiddetta pace, si sono avute oltre 150 guerre locali, con 20 milioni di morti e 60 milioni di feriti, l'80% civili. Ogni 10 anni si contano oltre 2 milioni di bambini uccisi in conflitti armati e altri 6 milioni invalidi, feriti o mutilati, oltre a quasi 20 milioni di sfollati o rifugiati".
Eppure, ricorda l'UNICEF, tutti i bambini e le bambine del mondo hanno uguali diritti: la Convenzione sui diritti dell'infanzia sin dall'articolo 2 sottolinea l'obbligo per gli Stati di "rispettare i diritti enunciati nella Convenzione e garantirli a ogni bambino/a senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altro del bambino o dei suoi genitori o rappresentanti legali, nazionalità o origine etnica, stato sociale, condizione economica, handicap, nascita e ogni sorta di situazione" riallacciandosi, anche nella formulazione, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948.